CARATTERISTICHE TECNICHE

Lunghezza: 18 Km

Dislivello: 50 mt 

Velocità media: 10 km/h

Tempo in movimento: 2h

Bici consigliata: Gravel/Trekking

GALLERY

PUNTI DI INTERESSE

STIFONE

Stifone è una frazione del comune di Narni, in provincia di Terni, posta lungo la riva sinistra del fiume Nera e lungo la via Ortana. Il paese, a 93 m s.l.m., è sovrastato dalle balze rocciose su cui poggia il sovrastante castello di Taizzano. Secondo i dati del censimento Istat del 2001, è popolato da 41 abitanti.

L’abbondanza d’acqua, sia di fiume che sorgiva, ha giovato molto all’economia del luogo, nei tempi passati. Stifone era sin dal Medioevo noto per la numerosità dei suoi mulini ad acqua. In prossimità del fiume ancora si trova il porto dell’antica Narnia, che ha rivestito una certa importanza dall’epoca romana sino al XVIII secolo, perché veniva utilizzato per il trasporto di legname, laterizi e derrate alimentari dall’Umbria fino a Roma.

Sulle cascate dell’acqua sorgiva nelle vicinanze della Mola Alberti, su impulso dell’ingegnere Aldobrando Netti, nativo di Stifone e pioniere dell’energia elettrica in Italia, vennero anche messe in funzione nel 1892 due tra le prime centrali idroelettriche italiane, utilizzate anche per illuminare la città di Narni.

Dal 1939 esse sono sommerse dall’invaso artificiale usato per alimentare la centrale ex-Valdarno. L’invaso ha anche coperto lo sbocco di diverse sorgenti naturali che colorano le acque di un intenso turchese.

LA CICLABILE DELLE GOLE DEL NERA

Realizzata sul sedime della vecchia ferrovia dismessa Roma-Ancona, la ciclabile costeggia le Gole del Nera da Narni (all’altezza del Ponte di Augusto) fino a Nera Montoro. Sono presenti due lunghe gallerie che si illuminano durante il passaggio.

 

IL PONTE DI AUGUSTO

Il ponte di Augusto è un ponte di epoca romana situato nei pressi di Narni Scalo ed utilizzato anticamente per l’attraversamento della gola creata dal fiume Nera. Citato dalle fonti classiche, raffigurato da artisti e viaggiatori, vero capolavoro dell’architettura romana, è da porre in relazione alle grandi ristrutturazioni volute da Augusto nel 27 a.C., lungo il percorso della strada consolare Flaminia.

Dell’imponente struttura originaria restano due piloni voltati ad arco sulla sponda del monte Corviano, una contrapposta sezione sulla sponda del monte Santa Croce e i ruderi di due piloni dell’arcata centrale, crollata prima del 1055.

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